La scrittura persuasiva: il vangelo del copywriter in 5 punti

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La maggior parte delle volte che si scrivono contenuti su internet, lo si fa con l’obiettivo primario di  spingere i lettori a compiere un’azione precisa che può essere iscriversi alla newsletter, lasciare un contatto, acquistare un prodotto o un servizio. Per farlo ci sono delle regole che prendono il nome di “Scrittura Persuasiva”.

Mettiamoci nei panni di un potenziale cliente che, aprendo il proprio indirizzo email, trova una newsletter di un negozio di abbigliamento e, scorrendola, si accorge di essere interessato ad un determinato prodotto, per esempio cappotto. Quali saranno le motivazioni che lo spingono a scegliere esattamente quel cappotto rispetto agli altri? In primis, il rapporto qualità-prezzo; in secundis il Made in Italy. Infine, l’aver ricevuto la newsletter proprio in autunno. Il lettore senza accorgersene è colpito dal messaggio e acquista il prodotto, pensando che sia un buon affare. Questo perché? Ciò che era elencato nella newsletter erano i bisogni e le emozioni del potenziale cliente ed è proprio da qui che parte il lavoro del copywriter. Quest’ultimo deve calarsi nei panni degli acquirenti creando un testo molto specifico ed esauriente che riesca a convincere, rendendo “vivo” il prodotto, facendolo quasi toccare con l’immaginazione. Raccontare, più che descrivere. Creare un vero e proprio storytelling intorno al prodotto. Un po’ come ha fatto Ikea, e tante altre aziende con i loro spot pubblicitari, che hanno costituito dei veri e propri “mini film” intorno ai loro prodotti. 

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Ma quali sono le altre fondamentali azioni che un buon copywriter deve compiere per centrare il cuore di un potenziale cliente?

  1. Ripetiamolo fino alla sfinimento: mettersi nei suoi panni. Domandarsi: cosa vorrà il cliente? Quali sono i vantaggi da mettere in evidenza? Perché dovrebbe scegliere il mio prodotto? In che modo il prodotto diventa più “comunicabile”?

  2. Suscitare emozioni creando uno storytelling intorno al prodotto, sfruttando
    la narrazione. 

     3. Puntare sull’inizio e la fine del testo (il lettore solitamente salta ciò che sta nel mezzo  o comunque non gli presta attenzione).

     4. Inserisci le call to action. Esse sono delle piccole frasi che hanno l’obiettivo di spingere l’utente a compiere una determinata azione. Solitamente nelle CTA si utilizza il verbo in forma imperativa, come ad esempio “iscriviti ora” oppure “clicca qui”. Il fine delle call to action è solitamente quello di spingere chi la legge a proseguire il suo percorso all’interno del funnel, o comunque di ottenere una conversione.

    5. Infine, il messaggio dev’essere immediato (il lettore solitamente scorre la newsletter in meno di 10 secondi). Quindi, sii chiaro e semplice.

 


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